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Perle di coltura d'acqua salata
Tipi di perle coltivate in acque marine
Nel mondo odierno, le acque salmastre rappresentano la dimora di molte specie animali; di queste alcune sono in grado di produrre perle. Per migliaia di anni, i pescatori di perle usavano immergersi al largo delle coste del Giappone, dello Sri Lanka, del Messico, della Malesia e del golfo persico riportando in superficie milioni di ostriche; essi erano alla ricerca di quelle poche perle naturali in grado di rendere ricco l'intero equipaggio dell'imbarcazione che li accompagnava. Anche allora le perle naturali erano molto rare, ma il numero di ritrovamenti spingeva ogni giorno gli esperti tuffatori al largo a caccia di tesori sottomarini.
Per merito delle attuali tecniche di coltivazione, trovare una perla dalle eccellenti qualità non è più così raro, o altrettanto casuale come lo era in passato.
Esistono 3 tipi di perle coltivate d'acqua salata: le perle Akoya, le perle di Tahiti e le perle dei Mari del Sud. Questi, pur presentando alcune caratteristiche in comune, queste perle possono presentare talvolta un aspetto soprendentemente simile, altre volte, invece, sorprendentemente diverso.
Le perle coltivate Akoya
Rappresentano il più comune pensiero di perle che si genera nella mente delle persone. L'ostrica che produce questo tipo di perla è la Pinctada Fucata, il mollusco utilizzato per la coltivazione delle perle d'acqua salata in Giappone ed in Cina. La maggioranza delle perle coltivate Akoya è di colore bianco, o crema, e talvolta presenta leggere sfumature rosate o verdi sulla superficie. L'ostrica Akoya è di dimensioni piuttosto ridotte, di conseguenza, le perle che si potranno ottenere avranno raramente un diametro superiore ai 9mm.
Le perle coltivate di Tahiti
Le famosissime perle di Tahiti sono entrate nel mondo del commercio solamente intorno agli anni '70 provocando un impatto ineguagliabile nell'industria di questo settore così particolare. Ad esserne responsabili sono le massiccie campagne pubblicitarie che accompagnarono il loro ingresso esaltandone le dimensioni (in media 14mm di diametro), gli plendidi colori e l'eccenzionale lucentezza, portando il pubblico a cambiare la propria idea generale nei confronti delle perle coltivate.
La Pinctada Margaritifera, o ostrica dal labbro nero, è il mollusco impiegato nella coltivazione delle perle di Tahiti, che presentano tinte variabili, dal melanzana, al verde pavone, al grigio metallico, al blu grigiastro. Le dimensioni della sua conchiglia possono raggiungere i 30 cm di diametro ed il suo peso può raggiungere anche i 5 kg. Vive nelle acque della Polinesia Francese e la sua coltivazione avviene tra le isole di questo arcipelago e le isole Cook.
Le perle coltivate dei Mari del Sud
Le perle coltivate dei Mari del Sud (Australiane) sono prodotte da uno dei molluschi più grandi al mondo, la Pictada Maxima. In passato quest'ostrica veniva pescata al largo delle coste australiane al fine di sfruttare il bellissimo rivestimento madreperlaceo delle sue conchiglie che veniva utilizzato nella produzione di bottoni e per lavori di intarsio dei mobili. Commercialmente era quindi ricercata la conchiglia, mentre le perle risultavano essere solamente una casuale ma gradita sorpresa. Soltanto un secolo più tardi sono proprio le perle ottenute dalla sua coltivazione, che possono arrivare ad un diametro di 15mm o superiore, ad essere importanti a livello commerciale. L'allevamento della Pictada Maxima si svolge in Australia, nelle Isole Filippine ed in Indonesia.
Benchè le perle coltivate dei Mari del Sud possano presentare una grande varietà di tinte, i colori prelevanti sono il bianco ed il giallo (comunemente definito "oro").


